MIREILLE BALTAR
Se si sorvola l´opera di Mireille Baltar nel corso degli anni, salta subito all ´occhio la sua profonda coerenza e la sua continua evoluzione sempre però partendo dal suo personalissimo mondo. Il ricorrere di un leitmotif : prima di tutto le figure di animali _ batraci, cani, lupi, cavalli. Questi ultimi possono fare pensare, per l ´atteggiamento e forma, a quelli che dipingeva Paolo Uccello nel XV secolo nella Battaglia di San Romano. L ´influenza di questo maestro della prospettiva, dedito alla ricerca di geometrie descrittive, si fa sentire anche nel lato « ornatista » dell ´opera di Mireille Baltar : nella presenza ricorrente di modelli, di ornamenti e di architetture.
I rapporti tra umani e animali sono erotico-inquietanti. L´inconscio viene a galla e così, insieme a lui, contemporaneamente, l´infanzia, la trasgressione e il sacro. Ricordi di famiglia, antichi luoghi di vita _ fabbriche, città, paesaggi _ leggende. Affiorano anche le immagini viste nell ´infanzia : incisioni, maschere, pitture semi-dimenticate.
(Jacques Chatain)

Mireille Baltar, nata nel 1942, studia le Beaux-Arts e la filosofia a Toulon. I suoi incontri con Friedlaender e Jacques Frélaut nel corso degli anni Settanta furono determinanti. Pittrice e disegnatrice, si consacra però essenzialmente all´incisione, che insegna a Paris Ateliers. L´artista ha anche illustrato numerosi libri, a partire dal 1991, con Mardouk (testi di Jacques Chatain), in cui compaiono 12 sue incisioni di cui 5 acquerellate.
Dal 1970 ad oggi ha esposto in Francia, Germania, Inghilterra e in Canada. Alcune sue opere fanno parte della collezione permanente del Centre Pompidou, della Bibliothèque nationale de France (Cabinet des estampes) e del Fond national d ´art contemporain.