Quasi in bilico tra figurazione e astrazione, i dipinti di Orazio Galloni chiamano lo sguardo dell´osservatore con il fascino seducente del colore che, strato su strato, crea una "materia" duttile e plastica, quasi tattile, e sulla superficie cromatica vibrante di luce trascorrono evocazioni di paesaggi, veri o "inventati", un po´ visti e un po´ sognati, un po´ raccolti dalla memoria.
Paesaggi che raccontano di una natura abitata dall'uomo, anche se la sua presenza non è mai rappresentata, così come di ogni altro essere vivente: nessun dettaglio, nessuna "raffigurazione" precisa e riconoscibile, eppure ciascuno ritrova, nei dipinti,un pezzo di natura che gli è familiare, che sente di conoscere intimamente.
L'artista crea, così, una rappresentazione fenomenica e al tempo stesso fantastica, suggerita e mai descritta, da viaggiatore immaginario in paesaggi indefiniti e indefinibili eppure "riconoscibili": attraverso una pittura immediata e vitale, Galloni pare condurci olre la soglia di ciò che lo sguardo vede, aciò che il cuore sente.
Visione che abbraccia la natura con occhio mobile e la restituisce per frammenti,per brani improvvisi: l'occhio del pittore coglie luoghi e immagini del paesaggio naturale e li restituisce al visibile in immagini e colori essenziali, istintivi, emozionali, rielaborati dalla mente e prodotti dal sentimento.
Emozioni che si fanno immagini - a volte solo poche linee, a segnare un confine, un orizzonte - solcano la superficie e acquistano consistenza oggettiva. Così, dal gioco libero dei colori che si vestono di verdi intensi, di gialli luminosi e di blu profondi, nascono paesaggi, orizzonti marini, crinali e colline.
Orazio Galloni ha scelto la pittura come unico strumento possibile per dar forma ad una visione del mondo che si sovrappone alla realtà, ma di essa è una rielaborazione emozionale, creando una realtà parallela, altra, fatta di memorie filtrate, di emozioni, di solitudini, di lontananze.
(Silvia Evangelisti)